Occhio al rapporto PFN / EBITDA

Il rapporto PFN/EBITDA dovrebbe esprimere in quanti anni l’azienda sarebbe in grado di ripagare i debiti finanziari se utilizzasse la totalità dei sui flussi operativi “potenziali” (espressi dall’EBITDA) per tale finalità. L’indice è molto utilizzato dalla comunità finanziaria, dai professionisti e dalle banche come indicatore in grado di svelare l’appetibilità di una impresa. Un attenta lettura dei parametri che lo compongono e l’analisi dei casi reali invita invece a maggiore cautela. Di seguito sono fornite le definizioni e l’analisi di del rapporto PFN/EBITDA di un campione di imprese. Starà al lettore formulare una propria idea in relazione al corretto utilizzo dell’indicatore.

Definizioni

  • PFN = Posizione Finanziaria Netta, ovvero somma algebrica di Debiti Finanziari al netto della Liquidità.
  • EBITDA = Earnings Before Interests, Taxes, Depreciation and Ammortization. Corrisponde al MOL (Margine Operativo Lordo). Indica il Margine operativo derivante dalla Gestione Caratteristica di una azienda ovvero: Ricavi al netto di Consumi, Costi Fissi e Variabili, Costi Generali ed Amministrativi.
  • Maggiore è il rapporto, minore è la capacità dell’impresa di ripagare il debito contratto verso il sistema.
  • Minore è il rapporto, maggiore è la capacità delle imprese di produrre ricchezza e quindi risorse finanziarie a sufficienza per onorare i propri impegni.

Il rapporto è anche utilizzato per calcolare rapidamente entro quanto tempo l’impresa potrà ripagare il debito. Un rapporto pari a 5 vuol dire che, a parità di condizioni, saranno necessari almeno 5 anni per ripagare integralmente il proprio debito (oneri finanziari esclusi). Una valutazione grossolana ma spesso utilizzata come linea di demarcazione tra le imprese buone e quelle meno interessanti almeno per coloro che sono alla ricerca di imprese sane. L’attenta lettura di queste definizione impone alcuni quesiti che difficilmente trovano una risposta univoca, adatta a tutte le realtà aziendali; alcuni esempi:

  • Quali sono i debiti finanziari? Includono i debiti verso soci? E i debiti verso altri finanziatori? I debiti per obbligazioni emesse in favore dei soci rientrano in PFN?
  • Quali voci vanno incluse trai i Ricavi? La voce A5 del bilancio civilistico va inclusa?

L’analisi del rapporto PFN/EBITDA su un campione di 416 PMI mostra che…

L’analisi Leanus di seguito descritta, realizzata su un campione di 416 PMI con Rapporto PFN/EBITDA compreso tra 2 e 3 mostra quanto sia rischioso, per i professionisti, considerare tale parametro con indicatore principe, quello in grado di aiutare il professionisti a collocare l’impresa nella categoria buoni o cattivi, interessante per il Private Equity o per la Banca o da scartare a priori.

Il rischio arriva da diversi fronti, alcuni facilmente intuibili, altri richiedono invece una maggiore capacità di analisi.

Innanzitutto non è esiste una definizione univoca ne della PFN ne tanto meno dell’EBITDA in quanto, a seconda delle scelte di riclassificazione, entrambi i numeri possono assumere, per la stessa impresa, valori significativamente diversi. E poiché le scelte di riclassificazioni sono individuali e guidate da esigenze soggettive tutte difendibile, ne deriva che non è possibile rendere uniformi tali definizioni.

La composizione della Posizione Finanziaria Netta (esempio)

Esempio di Conto Economico riclassificato

Vediamo con un esempio quali elementi possono far variare significativamente il rapporto:

Se:
PFN = 36,3 milioni pari a Finanziamenti a breve termine + Finanziari a MLT – Liquidità
EBITDA = 17,3 milioni pari a Ricavi delle vendite e delle prestazioni – Consumi – Costi per Servizi – Costi per Godimento Beni di Terzi- Costi del Personale
il rapporto PFN/EBITDA assumerà il valori di 2,1. Includendo invece tra i Ricavi, anche la voce Altri Ricavi (ad esempio pari a 1,8 milioni), il rapporto varia e assume il valore di 1,9.

Talvolta i valori presenti nelle voci Altri Ricavi o negli oneri accessori possono essere tali da raddoppiare o dimezzare il valore del rapporto PFN/EBITDA inizialmente calcolato.

Allo stesso modo, identiche variazioni significative si possono verificare includendo o meno nella PFN i valori residui dei Leasing (presenti nei conti d’ordine), i debiti verso altri finanziatori riclassificati tra gli altri debiti e cosi via. Va ricordato che se è relativamente semplice controllare gli effetti della riclassificazione su una singola analisi d’impresa, lo stesso* non puo’ dirsi quando si analizza un DB di centinaia o migliaia di imprese.*

Da questo esempio deriva che una prima fonte di rischio dipende proprio dai criteri di determinazione delle poste da inserire nel rapporto.

Le distorsioni maggiori derivano però da altri fattori molto più insidiosi. A parità di rapporto, infatti, tutti i principali elementi che caratterizzano il profilo economico, patrimoniale e finanziario di una impresa, possono variare significativamente modificando, migliorandolo o peggiorando e in maniera significativa, il profilo di rischio. Come mostrato nell’esempio consultabile dagli utenti PREMIUM, a parità di rapporto PFN/EBITDA, seppur calcolato per tutte le imprese del campione nel medesimo modo, i seguenti indicatori variano significativamente:

  • Variazione Ricavi
  • Ebitda %
  • Variazione EBITDA
  • Tempo medio di incasso dei Crediti Clienti
  • Tempo medio di pagamento dei Fornitori
  • Giorni medi di giacenza del magazzino
  • Capacità di generare cassa
  • Livello di Patrimonializzazione
  • Immobilizzazioni
  • Leanus score, come conseguenza di tutte le precedenti.

Come mostrato dal grafico a parità di rapporto, le imprese del campione si distribuiscono su 4 quadranti determinati da Variazione Ricavi e Leanus Score (indicatore di rischio Leanus che tiene conto di tutti i parametri prima indicati). Ciascun quadrante corrisponde ad un differente profilo di rischio e stato di salute dell’impresa.

In alto a destra le STAR, le imprese con ottimo profilo economico Finanziario e ed elevata crescita dei Ricavi. In basso a sinistra le imprese STUCK, quelle con profilo di rischio elevato e contemporanea contrazione dei ricavi. In alto a sinistra si collocano le STABLE, le imprese che pur non crescendo mantengono un basso profilo di rischio; e infine le RUNNERS, le imprese che crescono ma hanno un profilo di rischio elevato. E questo nonostante tutte queste le imprese abbiano un medesimo rapporto PFN/EBITDA. (per visualizzare l’analisi completa accedi a Leanus e cerca “Gruppo con PFN/EBITDA compreso tra 2 e 3” o semplicemente digita bebeez nel box di ricerca.)

Di seguito è riportato l’articolo pubblicato da BeBeez dal titolo Rapporto PFN/ebitda, come evitare gli abbagli. Ricerca Leanus su 461 pmi

Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed ebitda, se preso da solo, può solo confondere le idee (leggi su bebeez)

Lo dimostra una ricerca di Leanus su un gruppo di 461 pmi con rapporto PFN/ebitda compreso tra 2 e 3 volte, dalla quale risulta evidente che, a parità di rapporto, tutti i principali elementi che caratterizzano il profilo economico, patrimoniale e finanziario di una impresa, possono variare significativamente modificando il profilo di rischio, migliorandolo o peggiorandolo e in maniera significativa.

Per visualizzare l’analisi completa accedi a Leanus e cerca “Gruppo con PFN/ebitda compreso tra 2 e 3” o semplicemente BeBeez nel box di ricerca in alto a destra (la ricerca è visibile soltanto agli abbonati Premium, clicca qui per scoprire i vantaggi e gli sconti per gli utenti di BeBeez).

Banalmente la lettura che si dà a questo indicatore è che maggiore è il rapporto, minore è la capacità dell’impresa di ripagare il debito contratto verso il sistema; e minore è il rapporto, maggiore è la capacità delle imprese di produrre ricchezza e quindi risorse finanziarie a sufficienza per onorare i propri impegni. Il rapporto è anche utilizzato per calcolare rapidamente entro quanto tempo l’impresa potrà ripagare il debito. Un rapporto pari a 5 vuol dire che, a parità di condizioni, saranno necessari almeno 5 anni per ripagare integralmente il proprio debito (oneri finanziari esclusi). Una valutazione grossolana ma spesso utilizzata come linea di demarcazione tra le imprese buone e quelle meno interessanti almeno per coloro che sono alla ricerca di imprese sane.

Il rischio di prendere un abbaglio però arriva da diversi fronti, alcuni facilmente intuibili, altri richiedono invece una maggiore capacità di analisi. Innanzitutto non esiste una definizione univoca ne della PFN né tanto meno dell’ebitda in quanto, a seconda delle scelte di riclassificazione, entrambi i numeri possono assumere, per la stessa impresa, valori significativamente diversi. E poiché le scelte di riclassificazioni sono individuali e guidate da esigenze soggettive tutte difendibili, ne deriva che non è possibile rendere uniformi tali definizioni. E se è relativamente semplice controllare gli effetti della riclassificazione su una singola analisi d’impresa, lo stesso non si può dire quando si analizza un gruppo di centinaia o migliaia di imprese.

Un esempio può essere il seguente. Se si considera una PFN di 36,3 milioni (composta da finanziamenti a breve più finanziamenti a medio-lungo termine meno liquidità) e un ebitda di 17,3 milioni (composto da ricavi delle vendite e delle prestazioni, meno consumi, meno costi per servizio, meno costi per godimento beni di terzi, meno costi del personale) si ottiene un rapporto PFN/ebitda pari a 2,1 volte. Ma basta includere tra i ricavi anche la voce “altri ricavi” pari a 1,8 milioni, per portare il rapporto a 1,9 volte.

Ma talvolta i valori presenti nelle voci “altri ricavi” o negli oneri accessori possono essere tali da raddoppiare o dimezzare il valore del rapporto PFN/ebitda inizialmente calcolato. Allo stesso modo, identiche variazioni significative si possono verificare includendo o meno nella PFN i valori residui dei leasing (presenti nei conti d’ordine), i debiti obbligazionari riclassificati tra gli altri debiti e cosi via.

Le distorsioni maggiori derivano però da altri fattori molto più insidiosi. La ricerca di Leanus dimostra che a parità di rapporto PFN/ebitda, seppur calcolato per tutte le imprese del campione nel medesimo modo, i seguenti indicatori variano significativamente:

  • Variazione ricavi
  • ebitda %
  • Variazione ebitda
  • Tempo medio di incasso dei crediti clienti
  • Tempo medio di pagamento dei fornitori
  • Giorni medi di giacenza del magazzino
  • Capacità di generare casso
  • Livello di patrimonializzazione
  • Immobilizzazioni
  • Leanus score (indicatore di rischio Leanus che tiene conto di tutti i parametri prima indicati)

Come mostrato dal grafico in pagina, in particolare, a parità di rapporto, le 416 imprese del campione si distribuiscono su 4 quadranti determinati da variazione ricavi e Leanus Score. Ciascun quadrante corrisponde a un differente profilo di rischio e stato di salute dell’impresa. In alto a destra le Star le imprese con ottimo profilo economico finanziario e ed elevata crescita dei ricavi. In basso a sinistra le imprese Stuck, quelle con profilo di rischio elevato e contemporanea contrazione dei ricavi. In alto a sinistra si collocano le Stable, le imprese che pur non crescendo mantengono un basso profilo di rischio; e infine le Runner, le imprese che crescono ma hanno un profilo di rischio elevato. E questo nonostante tutte queste le imprese abbiano un medesimo rapporto PFN/ebitda.

Per visualizzare l’analisi completa accedi a Leanus e cerca “Gruppo con PFN/ebitda compreso tra 2 e 3” o semplicemente BeBeez nel box di ricerca in alto a destra. La ricerca è visibile soltanto agli abbonati Premium, clicca qui per scoprire i vantaggi e gli sconti per gli utenti di BeBeez).

Guarda anche:

Feedback

E’ stato d’aiuto?

Si No
You indicated this topic was not helpful to you ...
Could you please leave a comment telling us why? Thank you!
Thanks for your feedback.

Pubblica il tuo feedback su questo topic.

Perfavore, non utilizzare per richieste di supporto.
Per il supporto clienti, contattaci qui.

Pubblica commento